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Recensione - Marghe, Milano

A volte, anche di fronte esperienze belle e buone come quella di Marghe, iniziata all'inizio del 2016 a Milano sotto la guida di Matteo Mevio, si è costretti a raccontare storie molto tristi.

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Mevio, valtellinese cresciuto professionalmente a Napoli sotto l'ala protettrice di Gino Sorbillo, era arrivato in città dopo essere stato il primo executive chef di due realtà di grande successo a Londra: Franco Manca prima, Pizza Pilgrims poi.

Proprio Sorbillo, conoscendo il suo talento, l'aveva voluto a Milano per l'avviamento di Lievito Madre al Duomo. E dopo qualche mese l'aveva lasciato libero di aprire, con altri 4 soci, la "sua" Marghe.

Nel novembre 2016, in un brutto incidente in moto, il 28enne Matteo Mevio ha perso la vita, interrompendo così prematuramente una carriera già di successo, oltre che piena di passione. Poche settimane prima di questa tragedia, Marghe aveva aperto una seconda sede, in via Plinio al 6.

Ora è il braccio destro di Mevio, Francesco Filippelli ad aver preso in mano la formazione e la gestione dei due team di pizzaioli. E la prosecuzione di una filosofia semplice e genuina, basata sulla selezione di ottime materie prime e sulla grandissima cura per l'impasto, morbido, elastico e digeribile, fatto con farina 1, una piccola quantità di lievito di birra e una lievitazione di 48 ore a temperatura ambiente.

Le pizze in carta non sono molte, 5 classiche più 2 speciali, ma cambiano spesso, permettendo di assaggiare sempre nuove ricette, una delle quali è sempre dedicata ai palati vegani.

Niccolò Vecchia - Tratto dalla Guida Identità Golose 2017
fonte: http://www.identitagolose.it/news/view.php?id=10


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