Martino Faccin gestisce il panificio di famiglia a Carrè, in provincia di Vicenza, dal 1988. Un legame, quello con il mondo del pane, arrivato in ritardo e quasi per necessità: servivano forze nuove per gestire il forno e Martino non si è tirato indietro. Da quel momento non ha smesso di imparare, migliorarsi e confrontarsi con i migliori professionisti. Tra tutte, il pane a cui è più legato è la ciabatta. “Mai pane potrebbe sembrare più semplice”, dice Faccin, “il procedimento non è elaborato. Serve però tecnica e passione, solo così si prepara un pane capace di ricondurre le persone verso gusti perduti, genuini e naturali.” Un pane che Martino Faccin ha presentato e portato con sè al congresso di Identità Golose a Milano e a Cultural, festival della cultura alimentare italiana di Parigi. Tra le soddisfazioni più grandi anche la partecipazione in coppia con il maestro pasticciere Corrado Assenza a Bread Religion 2014 a Este. “Mi sono sentito un nano tra i giganti, ma è stata una bellissima esperienza. Con Corrado Assenza si è subito creata una grande sintonia perché abbiamo entrambi una grande umiltà e mi riconosco molto nel suo esempio. Insieme abbiamo preparato una rosetta con Petra, crema di fave, peperoni grigliati e mousse di ricotta ovina.”


“Ho iniziato a “disturbare” aziende, distributori, grossisti e chiunque potesse darmi una risposta e farmi crescere professionalmente. Dal primo giorno ho scelto di fare un pane naturale, con una lista di ingredienti pulita e libera da miglioratori, coadiuvanti ed emulsionanti”. Tutti prodotti che ha testato e provato con spirito didattico, ma mai utilizzato per preparare il suo pane perché “il pane è vita, non c’entra niente con la chimica”.
E se gli chiedi come desidera il pane di domani usa tre parole: “Non dobbiamo rincorrere il prezzo o nasconderci dietro ragioni economiche o chimiche. Il pane non deve essere svenduto dei suoi valori. Il pane dovrà essere semplice, salubre e buono: un pane da gustare e condividere insieme con piacere”.