Diventare pizzaiola era una questione di destino per Paola Cappuccio. Tre generazioni di pizzaioli alle spalle. Un'infanzia trascorsa a seguire tra impastatrici, forni e farine nonno Armando: primo esempio e unico grande maestro di Paola. Da lui ha appreso i segreti di questo mestiere. Soprattutto come dare leggerezza e garantire la giusta digeribilità all'impasto, qualità imprescindibili che Paola ha sempre ricercato e mantenuto in tutta la sua carriera.
“Per me la pizza è molto più di un lavoro: è una passione. Ero destinata a diventare pizzaiola. Ho lavorato, con successo nel marketing sportivo, in cui mi sono laureata, ma la mia vita era segnata, sin da piccola. Sono nata e cresciuta tra farina, impasti e ovviamente pizze, quelle dei nonni materni e dei bisnonni, fondatori del Trianon. I miei ricordi legati alla pizzeria risalgono alla tenera età di 5 anni. La nostra era una famiglia all’antica e il Natale si festeggiava nella pizzeria dei nonni. Per noi bambini correre e giocare per tutta la pizzeria, chiusa al pubblico, era un vero spasso. Ma era un rito che si ripeteva spesso.”

Agli insegnamenti trasmessi ha aggiunto tutta la sua passione, per migliorare continuamente i suoi prodotti. Adesso propone cinque magnifici impasti, tutti con farine Petra, dalle macinate a pietra al grano antico di farro monococco. Ogni impasto lievita almeno dalle 24 alle 72 ore, passaggio essenziale per risultare leggero dopo l'assaggio. Le pizze propongono soprattutto i migliori ingredienti del territorio campano, spesso a chilometro zero, tracciati e certificati e provenienti da agricoltori o artigiani locali.
“Sono tre anni che lavoro con la farina Petra, questo perché non ero più soddisfatta del prodotto che facevo prima. Per me creare una pizza deve coniugare benessere e biosostenibilità del pianeta; benessere perché deve essere una pizza che non solo deve essere gustosa, ma deve far bene e deve essere digerita bene.”

Le proposte puntano alla qualità e sono divise in due categorie nel menu: tradizionali o gourmet, come la Cacio e pepe (pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala DOP, cacio, pepe arlecchino), o la Inverno con scarole e baccalà. Non mancano pizze stagionali e pizze che racchiudono i sapori del mare. “La mia seconda passione è il mare, faccio immersioni. Porto i sapori del mediterraneo sulle mie creazioni”. Come la Marinata: stracciatella di bufala dop, scarola riccia cruda, filetto di baccalà marinato, peperoncini in fili, pomodorino corbarino secco e grattata di limone all’uscita. Altra passione di Paola è per la Sicilia a cui dedica la Mediterranea: pomodorino di Ragusa secco, mozzarella di bufala dop, filetto di pesce spada grigliato, granella di mandorla e una fogliolina di menta fresca. Per non far mancare proprio a nessuno il piacere di una buona pizza, Paola propone anche pizze senza glutine.

Paola fa parte di Donne di pizza Donne di cuore, un gruppo di pizzaiole con una grandissima conoscenza sulle tecniche degli impasti, che hanno deciso di unirsi: “siamo 7 straordinarie donne”, precisa Paola, “che, attraverso il nostro lavoro, hanno voglia di aiutare chi è in difficoltà. I soldi che raccogliamo negli eventi vengono devoluti ad associazioni che si occupano di donne che hanno subito violenza o di donne in difficoltà con bambini”. La pizza che diventa anche un messaggio importante, un momento sociale.