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come e dove Petra diventa cibo

Cucina senza Fronzoli a La Fenice


Siamo tornati in questo locale che, a suo tempo, abbiamo definito "sobrio, verso l’elegante", ma semplice, senza condizionamenti, insomma essenziale...

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Specialmente in estate quando si può mangiare in un’ampia terrazza. A poche centinaia di metri dal centro, a due passi dalla stazione ferroviaria e degli autobus.

"La Fenice" non è risorta dalla sue ceneri ma si è certamente rigenerata; si è notata una tendenza vero l'alto; pur restando locale alla portata di tutti, oggi cerca di essere ancora più vicina alla clientela più raffinata ed esigente. Un menu forse meno vario del passato ma con tanta attenzione alle materie prime, alla composizione dei piatti e agli abbinamenti, sia con il vino che con le birre.

I prezzi fermi. Il servizio ottimo anche se il personale è tutto giovane. Tutte cose alle quali spesso non si bada… Perché, oggigiorno troppe volte si guarda prima al prezzo e poi al cibo; ma i buongustai (si dice che in Italia non siano più di un milione!) non si limitano a questo: a volte basta guardare la bottiglietta dell'olio con il tappo "antirabbocco" o la provenienza dell'aceto balsamico, le stoviglie etc.

Ed è proprio alle prime due "qualità", al rapporto qualità/prezzo, che comunque abbiamo sempre puntato la nostra attenzione... Attenzione: spendere poco per un cibo non buono… è spendere troppo! Se il cibo è buono, un prezzo equo passa in second’ordine.
 
Ma veniamo a noi, la “Fenice”, nata undici anni fa dalle ceneri di un vecchio locale (che non aveva fatto mai parlare di sé), non ha impiegato molto a essere il locale preferito dai bellunesi e dai turisti che, specie in estate, affollano la città. Non poteva essere altrimenti visto che i nuovi gestori sono arrivati con le idee chiare direttamente dalla costiera Amalfitana.

Angelo di Lieto e la sua simpatica moglie Erika d'Amato sono partiti da quel Patrimonio dell’Umanità che è la pizza, cercando di portare al Nord quello che è il meglio dei prodotti di qualità che servono per fare una pizza eccezionale, come una farina di tipo biologico, un impasto che parte da una farina di tipo 1 biologica, senza additivi, un impasto già digerito prima che avvenga la lievitazione. O l’utilizzo dei preferenti biga di lievito di birra e lievito madre cosicché la proteina presente nella farina e il glutine - che si crea con l’interagire di acqua e farina e l’azione meccanica - vengano scomposti da questi due elementi. (Un consiglio: non mancate di assaggiare "La Nuvola"!)

Ma non è alla pizza e alle sue varie forme (e piacevoli invenzioni) che volevamo fare i complimenti. Piuttosto al ristorante, al cibo e alla varietà delle proposte (dello chef Danilo D'Amato) che ci hanno stupito.

Ecco, per far un esempio, un’entrata eccezionale, l'antipasto "Fenice" (con otto varietà di pesce, molluschi e crostacei: ostriche, scampi, canestrelli e via mangiando… per due). Tra i primi un Risotto al salmone (ma può essere di altri pesci o crostacei) o un Risotto con zucchine, fiori di zucca e provola di fiordilatte d'Agerola (con dell’ottimo Prosecco Extra Dry); per gli amanti del dessert consigliamo Panna cotta al mango o al frutto della passione.

Tutto nella massima semplicità che sempre cerchiamo e che non troviamo nei super incensati ristoranti stellati. Un servizio, ripetiamo, "essenziale", ma che diremmo coglie nel segno del...desiderio di chi vuol mangiare bene senza troppi fronzoli.

Alla fine non può mancare un limoncello, originale, come lo si può bere soltanto nella Costiera Amalfitana.

Il tutto per una trentina di euro a cranio. Cosa volete di più?


Sostene Schena
fonte: https://www.italiaatavola.net/locali/ristoranti-e-pizzerie/2019/12/1/cucina-senza-fronzoli-a-fenice/64101/


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