Dal sogno di una giovane imprenditrice, nel 2012 nasce Antonella Dolci, un luogo creativo, raffinato, fuori dal tempo, nella piazza principale di Alessandria.
Pasticceria - Caffetteria a tutto tondo premiata nel 2017 dal Gambero Rosso come luogo dove fare la “migliore colazione d’Italia”. Antonella punta sulla colazione perfetta, vengono sfornate al giorno 400 deliziose brioche. Ma non solo, troviamo anche torte da taglio, viennoiserie, prodotti con lievito naturale e presentati sotto campana. Si passa poi alla pasticceria mignon, macaron, cioccolateria, colombe, panettoni, gelato, fino all’offerta sul salato per una pausa pranzo easy, veloce ma con gusto.
Il laboratorio è seguito dal maître pasticcere Stefano Laghi, direttore di produzione.

Stefano si appassiona alla pasticceria durante la scuola alberghiera. La passione cresce sempre di più; fa varie esperienze fino a che, nel ’89, si getta a capofitto in corsi professionali e la sua carriera prende il volo. Vince concorsi importanti (oro, argento e bronzo alle Olimpiadi di Francoforte nel 1992 e nel 1994 il podio a Lussemburgo) e scrive libri dove trasmette le proprie conoscenze.
“Non faccio mai la stessa cosa tutti i giorni”, dice Stefano, “amo questo lavoro perchè dà sempre nuovi stimoli. Parto da una qualità di base che è la qualità delle persone, cercando la positività e la voglia di lavorare bene in squadra. Poi viene la qualità dell’ambiente, la pulizia e le migliori attrezzature. Investo per far crescere la professionalità del mio personale”.

Dal carattere duro ma giusto, Stefano si presenta con uno stile classico, cercando soprattutto di creare quello che il cliente vuole. Ciò che lo rende orgoglioso e che lo caratterizza è il tiramisù da forno. “È la mia rivisitazione del tiramisù”, precisa Stefano, “nessuno in Italia aveva mai provato questo metodo. Mi ha dato notorietà e nel 2012, da questa intuizione, è nato il mio libro Cakes”.
Altri punti importanti nella carriera di Stefano sono la ricerca e l'ideazione di materiali professionali per l’arte bianca e l’insegnamento.
“Mi chiamano maestro, ma più che un maestro mi sento un formatore di persone. C’è differenza”, spiega Stefano, “il maestro ha la maestria e la fa vedere, il formatore ha la maestria e la vuole trasmettere agli altri. Ai miei allievi dico sempre: ogni volta che faccio qualcosa , mi ricordo il momento e la persona che me l’ha insegnata e questa ha un posto nel mio cuore.
Ecco, spero anch’io di essere parte del cuore dei miei allievi per il resto della loro vita”.