Se si dice sugo si pensa subito alla scarpetta ed è ciò che vuole comunicare il giovanissimo Carmine Silvestri, titolare della pizzeria chiamata proprio Sugo, a Frattamaggiore in provincia di Napoli. E Sugo ha anche un proprio claim con hashtag: #macchialatovaglia.
Un locale giovane, fresco, che porta alla memoria il sapore autentico del cibo fatto in casa.

“Sugo il 26 luglio spegne la sua prima candelina”, racconta Carmine, “è nato non per fare concorrenza agli altri locali della zona, ma è nato come mia rivincita personale, perché ho lavorato sempre fuori casa per guadagnarmi la pagnotta e ora voglio far conoscere alle persone del mio paese che c’è sempre qualcosa di qualità che non si conosce”.

La passione per questo lavoro è stata tramandata a Carmine da suo padre. “Sono stato in giro per l’Italia e all’estero dove ho fatto le mie esperienze. Ora, ritornato a casa, porto nel mio bagaglio tutta la ricerca dei prodotti e cerco di rappresentarli al meglio, a partire dalla farina Petra” spiega Carmine. “Petra è stata la mia conoscenza più forte, è stato amore a prima vista. È una farina che rispecchia la mia passione”.

Sugo è anche il nome della pizza principale: una pizza fritta a doppio disco con all’interno ricotta di bufala, fior di latte di Agerola, prosciutto cotto. Viene fritta e all’uscita condita con il sugo. “Il sugo è nostro, lo facciamo in casa”, dice Carmine, “il pomodoro, San Marzano dop, viene cotto a bassa temperatura, come faceva la nonna, per 8-10 ore insieme a carne di spezzatino, cotica, polpette di manzo e salsiccia. Dopo che il ragù prende il sapore, togliamo gli ingredienti ma questi non vengono gettati via, anzi li inseriamo come farcitura per le pizze”.

Il Sugo che va ad impregnare un pò tutto il locale per farci assaporare il sapore genuino, semplice ed autentico del cibo fatto in casa.
#macchialatovaglia